Numero 27

Era tutto pronto.
I fiumi erano pieni, gli uccelli avevano acquistato volo e canto, e i fiori i loro colori. L’alba svegliava e il tramonto assopiva, la luna aveva sbriciolato le proprie stelle nella notte.
Pareva tutto pronto, pareva…
“Guarda che occhiaie!” gemette Natura allo specchio, accarezzandosi il volto. “Non mi possono vedere così!”
Natura era preoccupata del suo aspetto come una quindicenne al primo appuntamento. E il mondo, tutto il mondo, la aspettava fuori.
“Non posso farmi vedere in questo stato! Dopo tutte queste bellezze che ho creato, possono pensare che ci sia una donna così brutta e stanca a capo di ciò?”
Ma la stanza era vuota, e le sue lamentele non trovavano risposta. Convocò Poesia.
“Poesia, ti prego, aiutami. Gli uomini vogliono conoscermi, ma io non sono ancora pronta…”
Poesia non esitò.
“Non ti preoccupare Natura, ci penserò io ad intrattenerli per un po’.”
“Come farai?” Chiese Natura.
“Mi insinuerò nel tuo creato, e appagherò la loro immaginazione di pensieri dolci e delicati, o brutali e scossi, perché è così che son belle le cose, Natura, come lo sei tu”.
E Poesia era segretamente innamorata di Natura…
E riuscì così bene nel suo compito che per anni, secoli, millenni, gli uomini riempirono libri e dipinti delle più fantasiose immagini, di bighe del mattino e di mostri degli inferi, per immaginare come Natura potesse essere raffigurata.
Ed erano delle rappresentazioni così belle, uniche, preziose, che Natura non sentì mai il bisogno di uscire e rivelarsi.

http://www.atxoni.com/#!mitologia-immaginata/c7xf

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