Numero 27

Come una madre, gelosa
a tenermeli stretti tra i seni, vuoti
pensieri cresciuti, statici

deliziosa entropia
in confortevoli abitudini.

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Numero 26

Primavere.
Mi ricordo un sacco di primavere.
Come se da bambini non si facesse altro che far uscire il sole, ogni pomeriggio, di ogni domenica, a scavare la coppetta del variegato all’amarena, a farsi arrivare la gonna in faccia in un tentativo vano di fare la ruota, a calpestare il biancospino in sua parte, in petali, quelli a terra, trascinandone il profumo.

Sembrava davvero ce ne fossero un’infinità, di primavere.

Numero 25

La tua mano è la mia terra
e le sue pieghe le galassie sopra di me

E allo stesso tempo una nube mi affanna
e un’ideale mi splende dentro

Ricci freddi, sono cacao sulle labbra
in un vicolo umido

Partiremo domani, il mio corpo ancorato qui
la mia mente cavalcherà via

Numero 22

La luce si disperdeva ritmicamente
battendo la pelle lucida
battendo il sole arrabbiato
e la terra nera
e i tuoi gridi di vittoria

Hai sperato il tuo nome non venisse chiamato
e il tuo destino non ti venisse offerto
che era più semplice rimanere nell’ombra
e lamentarsi e gemere…
e vederti andare via
e impolverirsi insieme al cretonne
e piegarsi insieme al legno bagnato

perdi ancora qualche lacrima
aspettando l’alba
che ti culli
come una madre
come una coperta
come una musica.